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comune novara   


Fondare biblioteche è come costruire
ancora granai pubblici,       
ammassare riserve
contro l'inverno dello spirito
che da molti indizi,        
mio malgrado, vedo venire.      

Marguerite Yourcenar
                 

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Novità Interlinea

BascapèCarlo Bascapè, Novaria. Terre e vescovi della diocesi
A cura di Giancarlo Andenna e Dorino Tuniz, presentazione di Franco Giulio Brambilla. Con la carta della diocesi di Novara dall'edizione originale del 1612. «Chi parla della Chiesa non può tacere della città» scrive Carlo Bascapè in quest'opera caposaldo della storiografia novarese ed esempio di impegno della Chiesa postridentina. Nella sua Novaria l'autore, una delle più grandi figure nella storia locale, propone con forza pastorale una descrizione umana e religiosa del territorio dell'intera diocesi descrivendo luoghi, tradizioni e monumenti come nessuno prima di lui. Bascapè, già segretario di san Carlo Borromeo, di cui avviò la beatificazione, promotore di Sinodi fondamentali, viaggiò nelle diverse zone diocesane, dalla pianura alle Alpi, in visite pastorali rimaste impresse nelle pagine del suo capolavoro pubblicato nel 1612, qui tradotto dopo un lungo studio storico e archivistico. Edizione a cura di Giancarlo Andenna e Dorino Tuniz.

Guerra Il Risorgimento novareseFranco Guerra, Il Risorgimento Novarese nell'iconografia storica
A cura di Paolo Cirri, presentazione di Alessandro Barbero. La straordinaria collezione raccolta da Franco Guerra parte dal punto d'osservazione di Novara – e dunque d'un luogo che ha avuto un ruolo centrale nelle vicende del Risorgimento – per allargarsi a testimoniare la complessa e stratificata informazione visiva cui avevano accesso gli italiani di allora. Ripercorrerla significa intraprendere un viaggio affascinante attraverso i diversi generi della produzione iconografica d'epoca. Raccogliendo nell'arco d'una vita questa immensa collezione, e corredandola di commenti, così da rendere possibile l'edizione che l'Associazione Amici del Parco della Battaglia, Interlinea e Editoriale Nuova offrono oggi al pubblico, Franco Guerra non ha reso solo una testimonianza d'amore per la sua città e per il suo paese, ma ha lasciato un'opera storica che contribuisce a farci capire meglio chi erano, cosa pensavano e come vedevano il mondo i nostri antenati ai tempi del Risorgimento.

Candiani Bevendo il tèChandra Livia Candiani, Bevendo il tè con i morti
Con una nota di Vivian Lamarque. Dall'autrice di uno dei più recenti casi editoriali di poesia con La bambina pugile ovvero la precisione dell'amore (Einaudi) un libro originale: non sulla morte ma sui morti, su un mondo di ombre più vive dei vivi, fantasmi amici e compassionevoli, abitanti di un regno che è la patria della memoria e la compagnia dei solitari. Candiani ci consegna una doppia vista con un linguaggio che ammutolisce grazie a versi che hanno per interlocutore il silenzio. «Candiani vive in un suo pianeta, come il piccolo principe, cui molto assomiglia. Traduce testi buddhisti, recita, dipinge... molti suoi versi non vi usciranno più dal cuore e dalla mente» (Vivian Lamarque).



Neirotti Stazione di sostaMarco Neirotti, Stazione di sosta. Cronaca di un cancro
Con una nota di don Luigi Ciotti. La cronaca autobiografica di un cancro scritta da un grande cronista. Un carcinoma del cavo orale appena diagnosticato, l'abitudine di avere sempre un taccuino in tasca: è nato così questo testo, un viaggio della mente più che un resoconto oggettivo nel quale sono stati lasciati integri linguaggio ed emozioni, senza modificare o ricreare nulla con il senno di poi, fabbrica di eroismi e compiacimenti. Non sono le pagine trionfanti di chi ce l'ha fatta bensì la cronaca viva di chi ha dovuto affrontare la malattia confrontandosi con essa, con la sofferenza, la fede, il senso della possibile morte e poi con la letteratura, l'arte, la musica che si fanno specchi o vite cui aggrapparsi per non lasciar fuggire la propria.